IL PROGETTO

Ciao! Sono Uga la Tartaruga con la vela e vorrei iniziare un bellissimo viaggio con te.

Sono la mascotte delle mense scolastiche del Comune di Firenze e ti accompagnerò alla scoperta del mondo della buona e sana alimentazione. Imparerai tutto sulla mensa e scoprirai i più grandi segreti degli alimenti, per capire come apprezzarli e mai sprecarli!

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Il Progetto

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Obiettivo della comunicazione è promuovere una sana e corretta alimentazione, informare circa il percorso che gli alimenti fanno per arrivare sulle tavole dei refettori e sensibilizzare i ragazzi ad un consumo consapevole e piacevole dei cibi e ad un atteggiamento di attenzione allo spreco.

In particolare i temi trattati saranno:

Filiera corta: provenienza delle materie prime per la preparazione dei pasti;

Organizzazione: chi definisce il menu e in che modo, chi cucina i pasti che ogni giorno arrivano sulle tavole dei bambini;

Varietà e curiosità dei piatti: è importante assaggiare sempre tutti i piatti presenti nel menu;

Spreco: ogni briciola ha valore, combattiamo lo spreco anche a scuola.

Per fare ciò si è scelto di identificare la campagna con il personaggio testimonial “Uga la tartaruga con la vela” che accompagnerà i bambini in questo lungo percorso alla scoperta del mondo dell’alimentazione, con l’ausilio di alcuni strumenti (pannelli, menu, schede, app).

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La filiera corta

La filiera agroalimentare è l’insieme di tutti i passaggi che concorrono alla produzione, trasformazione, distribuzione e consumo di un prodotto agroalimentare.

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LA FILIERA PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA

Nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva i soggetti e i passaggi che compongono la filiera agroalimentare dipendono dalle caratteristiche dei prodotti e dagli orientamenti d’acquisto previsti nel bando dell’ente pubblico e dalle società di ristorazione.

Per il comune di Firenze i prodotti che arrivano a tavola sono una combinazione di fornitura nazionale, regionale e locale.
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Quella regionale e locale permette di:

– ridurre la distanza tra produttore e consumatore

– favorire la fornitura di prodotti legati alla stagione e al recupero della tradizione/cultura del territorio

– favorire la “costruzione” di comunità e la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale

L’approvvigionamento di prodotti alimentari locali può inoltre fornire un importante contributo al contenimento delle emissioni di CO2.


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La Storia di Uga la tartaruga

Ciao sono Uga la Tartaruga con la vela e vorrei iniziare un bellissimo viaggio con te.

Sono la mascotte delle mense scolastiche del Comune di Firenze e ti accompagnerò a conoscere il mondo della buona e sana alimentazione, conoscerai tutto sulla mensa, scoprirai i segreti degli alimenti, per imparare ad apprezzarli e mai sprecarli!

Conosci la mia storia: sono una vecchia amica di famiglia del Granduca Cosimo I, che mi volle come simbolo della sua flotta, per rappresentare un antico detto romano a lui tanto caro: “Festina lente”, “Affrettati lentamente”, che significava compiere un’azione con prudenza. Avete sicuramente visto le effigi dei miei antenati in tanti angoli di Palazzo Vecchio!

A presto allora!

 

in Collaborazione con:

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Uga, la tartaruga con la vela, in città

La liera agroalimentare e l’insieme di tutti i passaggi che concorrono alla produzione, trasformazione, distribuzione e consumo di un prodotto agroalimentare

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Festina Lente – particolare del pavimento in Palazzo Vecchio – Firenze

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Rappresentazione di Festina Lente in Palazzo Vecchio-Firenze

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Rappresentazione di Festina Lente in Palazzo Vecchio-Firenze

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La Storia di Uga la tartaruga con la vela

La tartaruga con la vela era una delle imprese del Duca Cosimo I de’ Medici, signore di Firenze a metà del Cinquecento: l’immagine voleva rappresentare la capacità del Duca di ponderare le decisioni e le scelte con tutto il tempo necessario, ma anche la sua velocità nel porre in atto le decisioni una volta assunte. A rinforzo del messaggio, infatti, la tartaruga con la vela era accompagnata dalle parole latine festina lente, che significano “affrettati lentamente”: Cosimo dichiarava così di saper essere veloce e prudente nello stesso tempo, proprio come una tartaruga e una vela insieme.

Non è un caso che la tartaruga con la vela compaia moltissime volte nella sua Reggia, oggi Palazzo Vecchio, che si affaccia sulla Piazza della Signoria ed è uno dei monumenti più famosi di Firenze. Qui il giovane Duca si trasferisce nel 1540 con la moglie, la Duchessa Eleonora di Toledo, e tutta la corte; e da quel momento in poi l’edificio subisce un’imponente trasformazione. Si mette quindi al lavoro un’intera squadra di manovali, muratori, legnaioli, doratori e dipintori e nelle fastose sale da loro predisposte le tartarughe con la vela figurano numerose: fanno capolino nei fregi, sui soffitti, nelle volte e sui pavimenti, per ricordare – a tutti e in ogni momento – le virtù di Cosimo I de’ Medici.

Per esempio, quattro tartarughe dorate compaiono agli angoli di un dipinto del Salone dei Cinquecento, nel quale è raffigurato Cosimo mentre sta studiando come conquistare la città di Siena. Il Duca è seduto al lavoro, con in mano un compasso; sul tavolo figurano la mappa e il modellino di Siena; intorno a lui ci sono le sue Virtù, rappresentate in forma di persone: fra questi figurano la Forza, ma anche la Pazienza e il Silenzio. Ecco che le tartarughe sono il simbolo perfetto del suo agire: Cosimo è capace di ponderare le decisioni e le scelte con tutto il tempo necessario, ma anche di porre in atto velocemente le decisioni prese. Tant’è che, una volta individuata la strategia migliore, la città di Siena sarà conquistata in soli 14 mesi.

E visto che Cosimo era il signore di Firenze potrai trovare la tartaruga con la vela anche in giro per la città: sulla facciata del palazzo di Antonio Ramirez de Montalvo, primo cameriere del Duca, in Borgo Albizi o su quella dell’abitazione del suo coppiere Sforza Almeni, o ancora sulla facciata di Palazzo Budini Gattai  in via dei Servi.

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